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La storia di Bing & Grøndahl nasce nel XIX secolo, nello stesso ambiente artistico e produttivo che generò Royal Copenhagen. Nel 1849, l’abolizione della monarchia assoluta in Danimarca aprì il mercato a nuove opportunità e favorì la nascita di nuove manifatture.
In questi anni lo scultore Frederik Vilhelm Grøndahl, già attivo presso Royal Copenhagen, decise di fondare una propria azienda. Collaborò con i fratelli Herman e Jacob Bing, librai ed editori molto conosciuti. Nel 1853 i tre fondarono la nuova manifattura e iniziarono subito a produrre figurine in porcellana bisquit. I modelli si ispiravano alle opere dello scultore danese Bertel Thorvaldsen. Le figurine, eleganti e ben modellate, diedero al marchio prestigio e visibilità internazionale.
Negli anni successivi l’azienda continuò a crescere, nonostante i cambiamenti economici che coinvolsero la Danimarca e l’Europa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Bing & Grøndahl ampliò la produzione e costruì un nuovo stabilimento dedicato alle stoviglie da tavola. La fabbrica originaria rimase riservata alle opere d’arte e alle figurine, così da preservare la tradizione scultorea del marchio.
Nel 1895 Bing & Grøndahl introdusse il primo piatto di Natale in porcellana, creando una tradizione destinata a entrare nella cultura danese. Il successo spinse anche Royal Copenhagen ad avviare una propria serie nel 1908. Oggi collezionisti di tutto il mondo ricercano entrambe le linee.
Nel 1987 Bing & Grøndahl si unì a Royal Copenhagen e chiuse gli stabilimenti originali. La tradizione, però, prosegue ancora oggi. Le due case continuano a produrre i piatti natalizi e molte delle linee più iconiche, mantenendo lo stile e il valore artistico che definiscono l’identità del marchio.
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